martedì, ottobre 10, 2006

un curioso abitante del Mar Mediterraneo

Nome comune: Polpo
Nome scientifico: Octopus Vulgaris
Classificazione: Phylum Molluschi
Ordine: Cefalopodi
Famiglia: Octopodi
Provenienza: Mare Mediterraneo e coste atlantiche limitrofe

Descrizione:
Corpo sacciforme, contenente i visceri, è anneso il capo, con occhi evidenti e otto lunghi tentacoli periorali, con
due file di ventose ciascuna, a differenza di calamari e seppie che sono detti Decapodi e hanno, invece, dieci tentacoli più corti del loro corpo. Mancano formazioni pinniformi. La colorazione è bruna marmorizzata, con toni chiari e scuri: assai variabile. Il Polpo può raggiungere i 3 m. di lunghezza totale.
Ambiente: Vive su substrati rocciosi ricchi di anfratti della zona costiera superiore.
Alimentazione: E' un predatore che si nutre in prevalenza di molluschi e di crostacei. Sfruttando la sua enorme capacità mimetica il polpo miete agguati alle ignare prede, lanciando i suoi avvolgenti tentacoli le afferra, le immobilizza con le tossine delle ghiandole salivari e successivamente le frantuma con il suo “becco”.

Gli organi di senso sono molto sviluppati, gli occhi in particolare (molto simili a quelli dei lontani vertebrati) presentano una cornea trasparente dietro la quale si trova la camera anteriore in cui sporge l’iride.

La sensibilità tattile è nei tentacoli, sono inoltre presenti organi olfattori e statocisti situati nella cartilagine cefalica.
Tra i tentacoli si apre la bocca fornita di due mascelle cornee a forma di becco di pappagallo. All’interno è prese
nte la lingua, la radula e le ghiandole salivarie comprese in un bulbo muscolare, queste ultime secernono tossine paralizzanti come octopamina e cefalotossina.
Al sistema digerente sono connessi l’epatopacreas e la ghiandola dell’inchiostro.
L’apparato respiratorio si compone di due branchie simmetriche.
Il sistema circolatorio è chiuso da molti vasi, il cuore ha un ventricolo a due atri, il pigmento circolatorio del sangue è l’emocianina.
L’apparato escretore è formato da due reni sacciformi e sbocca per mezzo di un dotto urinario.
Il Polpo è, tra gli invertebrati, forse l'anim
ale più "intelligente".

Si riproduce sessualmente, con sessi separati, il maschio presenta nel terzo tentacolo destro l’ectocotile (organo copulatore a forma di cucchiaio). La gonade è unica, le uova sono numerose unite in grappoli biancastri di circa 150.000 unità, vengono appese all’interno della tana dalla madre che le accudisce fino alla schiusa. appena nato, trascorre le prime settimane come parte del plancton, mentre, da adulto, è un animale di fondo (bentonico) e vive in piccoli anfratti nella roccia o tane da lui stesso costruite, riconoscibili perché all’entrata è solito lasciare pezzi di vetro o sassi per protezione.

Una caratteristica molto interessante è che si può facilmente mimetizzare, assumendo i colori del fondo su cui è appoggiato. Queste variazioni di colore sono quasi istantanee e molto realistiche, tanto che a volte si fatica a distinguerlo. Questi cambiamenti avvehgono per mezzo di cellule specializzate che contengono dei pigmenti.
Usa questa capacità di cambiare sfumature e colore anche per esprimere delle emozioni a noi ben conosciute, come la paura e la rabbia. La prima viene manifestata col colore bianco e la seconda col nero.
Tutto questo ci fa capire quanto i polpi siano espressivi e dotati di emozioni simili alle nostre.



Grazie a queste caratteristiche, il polpo comune è l’invertebrato che più si adatta ad essere studiato dal punto di vista dell’apprendimento e del sistema nervoso. Si è visto, durante numerosi esperimenti, che Octopus apprende rapidamente e può mantenere il ricordo anche per alcune settimane (probabilmente anche per più mesi). Durante questi esperimenti si è cercato di capire come il polpo impari a riconoscere gli oggetti, e si è visto che può distinguere anche piccolissime differenze tra diversi oggetti ma non riesce a riconoscerne altre per noi ovvie.
I polpi imparano col tatto altrettanto bene che con la vista, esplorando gli oggetti con le sensibili ventose presenti sulle braccia.

La pesca sta, purtoppo, sfruttando al massimo questa risorsa, che quindi rischia di esaurirsi: per questo si stanno attuando dei progetti di ricerca per il ripopolamento del polpo comune del Mar Mediterraneo.