mercoledì, settembre 27, 2006

La Posidonia Oceanica


Quante volte sentiamo dire:
"Ma che brutta immersione, tutta sulle alghe!!
Oppure: "Li il bagno non me lo faccio è pieno d’alghe che mi fanno schifo!!
Beh, niente di più sbagliato...
...la Posidonia non è un’alga!!


E’ una pianta fanerogama, fondamentale dei nostri fondali marini, dove forma grandi praterie. Ha rizomi profondamente intrecciati e sviluppati.
Le foglie sono lunghe, a nervature parallele, riunite in fasce di 5-8, che si elevano da un rizoma strisciante o parzialmente eretto. La colorazione varia dal verde chiaro delle foglie giovani, al verde scuro, al brunastro delle foglie più vecchie. Nella parte basale delle foglie il rizoma è coperto di scaglie che testimoniano la presenza di foglie cadute.

Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (pianta vascolare)
Superdivisione: Spermatophyta (pianta a seme)
Divisione: Magnoliophyta (pianta a fiore)
Classe: Liliopsida (Monocotiledoni)
Ordine: Najadales (Elobie)
Famiglia: Posidoniaceae o Patamogetonacee
Genere: Posidonia
Specie: Oceanica
Classificazione: (L.) Delile
Distribuzione: endemica del Mediterraneo.
Status: in diminuzione.
Fioritura: Ottobre - dicembre
Habitat: Dalla superficie sino ai 30-40 metri di profondità,su fondali sabbiosi o detritici, a volte anche su roccia.

È una pianta ermafrodita e l'impollinazione avviene sott'acqua, sfruttando le correnti marine, in quanto il polline presenta una densità simile a quella dell'acqua.
Sono piante fotofile e quindi caratterizzano il piano infralitorale (fin dove arriva la luce), ma le diverse specie si distribuiscono a seconda del tipo di substrato.

La posidonia riveste un'enorme importanza nell'ecosistema marino poiché svolge un ruolo fondamentale nell'ossigenazione delle acque, fungendo da sito di rifugio per larve e giovani pesci e fornendo un substrato su cui si attacca una numerosissima flora e fauna benthonica, innescando una complessa rete alimentare.
Il suo rizoma si sviluppa in senso verticale dando ramificazioni orizzontali, fissando così i sedimenti e mantenendo le foglie della pianta sempre al di sopra di questi.
La posidonia ha il merito di frenare il moto ondoso e la deriva delle onde lungo le coste, difendendole così in parte dalla forza di erosione del movimento del mare.
Questa pianta è considerata un vero e proprio polmone del Mediterraneo, per la grande quantità di ossigeno prodotta dalle sue praterie, infatti ricerche molto recenti, hanno dimostrato che ogni metro quadrato di prateria di posidonia produce, per effetto della fotosintesi clorofilliana, fino a 1.200 centimetri cubi di ossigeno in un’ora!! ...pensate l’immensa importanza che la prateria ha per l’ambiente delle coste! ...e questa sua caratteristica assicura ottime condizioni di vita ad almeno una cinquantina di specie tra pesci, echinodermi, crostacei e molluschi.

A segnalare gli antichi areali si possono ancora trovare dei grandi bivalvi che vivono conficcati sul fondo della costa adriatica, localmente chiamati stura (Pinna nobilis), ed il tartufo di mare (Venus verrucosa), i cui piccoli trovavano rifugio tra gli stoloni e le radici delle piante.
Alcune esplorazioni hanno permesso di constatare come in alcune zone vi sia una tendenza all'espansione di questi areali, osservando anche la nascita di alcune plantule dal seme, ma l'inquinamento che viene riversato in mare, soprattutto tramite i corsi d'acqua, continua ad uccidere le praterie marine e tutti gli ecosistemi a loro collegati.
Ne consegue un impoverimento generale della capacità del mare di autodepurarsi, una riduzione della zoocenosi costiera ed una enorme erosione dei litorali sabbiosi. (a nulla servono le scogliere artificiali!).

Riguardo i resti di posidonia, spiaggiati lungo i litorali, essi sono considerati Rifiuti Solidi Urbani ed il Comune ha l'obbligo della rimozione, a meno che non si tratti di un'area in concessione a privati: nel tal caso si chiede al Comune il certificato di parificazione agli R.S.U. e si fa smaltire da una ditta autorizzata al trasporto rifiuti conto terzi in una normale discarica (oppure in un sito di stoccaggio della frazione umida). In alternativa, si può stipulare un accordo con il Comune per la raccolta e lo smaltimento stagionale, con gravamento dei maggiori costi.
Però.... è un vero peccato buttare qualcosa che può essere utilizzato come concime naturale in agricoltura biologica ed è ricchissimo di oligoelementi, sali minerali e molti altri nutrienti. In commercio si trova la farina di alghe nella cui composizione entra anche la posidonia (che non è un'alga!) ed è chiamata "bentonite" e che viene considerata la migliore alleata dell'agricoltore biologico.

1 Comments:

At 11:24 PM, Blogger Ale (ì Luce) said...

Ho cercato di fare del mio meglio, mettendo tutte le notizie e dati possibili che ho trovato,
...magari tu potevi fare di meglio!! Mi dispiace Bussola!!

:-)

 

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