Storia e classificazione del corallo rosso
Un po’ di storiaIl cammino percorso a ritroso nel tempo ha portato i ricercatori fino a 30000 anni fà, nella preistoria alcuni sepolcri neolitici, scoperti presso Losanna, hanno conservato frammenti di corallo, che si ritiene venissero usati come amuleti. E' certo che questo dono della natura già in tempi antichissimi era tenuto in grande considerazione dagli uomini, che lo hanno adottato agli usi più diversi: pietra preziosa, medicamento, moneta, ornamento, afrodisiaco, fertilizzante, troviamo il corallo tra i gioielli di una dea sumerica 4000 anni a.C. Già 3000 anni fà, il corallo veniva usato come merce di scambio nei mercati. Fin dai tempi antichi, il corallo era ritenuto una pianta. Ma nel 1723 un medico francese di Marsiglia, dopo vari studi e ricerche, dimostrò che si trattava di un animale così classificato: (vedi tabella sotto)

La riproduzione
A titolo di cronaca, il processo di riproduzione di questo celenterato è molto diverso da quello ingenuamente sperimentato tre secoli fa dal Principe di Piombino, questi pensò di seminare corallo gettandone varie cime lungo la costa toscana, proprio dove sfocia il fiume Cecina, costruendo un villaggio a sue spese che donò ad alcuni pescatori di corallo torresi , nel tentativo di attivare l'industria del corallo in quei luoghi.Ma il corallo può riprodursi secondo due modalità o fasi: RIPRODUZIONE SESSUATA che genera l'inizio di una nuova colonia e la RIPRODUZIONE PER GEMMAZIONE che produce l'aumento del numero dei polipini e quindi l'accrescimento della colonia stessa.
Nella riproduzione sessuata abbiamo una fecondazione esterna all'organismo, i polipi maschili emettono gli SPERMATOZOI che sottoforma di liquido biancastro si diffondono nel mare con le correnti e quando incontrano gli OVOCITI, cioè le cellule germinali femminili, avviene la fecondazione.
A questa succede un periodo di sviluppo EMBRIONALE e di uno LARVALE che nell'insieme richiedono circa 30 giorni. I nascituri, cioè le LARVE, dette PLANULE, vagano nel mare una decina di giorni alla istintiva ricerca di un substrato su cui fissarsi per porre le basi della colonia; fanno seguito alcuni complicati fenomeni, la trasformazione MORFOLOGICA (da VERMIFORME diviene SFEROIDALE), oltre all'acquisizione di determinate caratteristiche. Alla fine di questo ciclo, si ha la comparsa di un POLIPINO e delle SPICOLE, che, concludendo la riproduzione sessuata, pongono la prima pietra alla complessa costruzione del meraviglioso polipaio. Qui subentra la GEMMAZIONE (BLASTOGENESI), senza la quale questo primitivo polipino rimarrebbe per sempre solo: molto semplicemente potremmo dire che si tratta di un processo per cui sul corpo di quel piccolo individuo compare una escrescenza GEMMA, che si trasformerà in un altro individuo identico al primo. Poi, col passar del tempo, FIORIRA' un numero infinito di POLIPINI GEMME che daranno luogo a quella bellissima comunità di animaletti che formeranno il CESPO DI CORALLO. La GEMMAZIONE si manifesta prevalentemente all'estremità dei rami, d'altronde non potrebbe essere altrimenti, visto che il CESPO, con i suoi rami, cresce e si allunga solo grazie alla GEMMAZIONE proprio come qualsiasi pianta. Il RAMO o CESPO è costituito da tre elementi distinti e separati ma interdipendenti tra loro:
lo Sclerasse, il Cenosarco o Sarcosma ed i Polipi veri e propri.Lo SCLERASSE è quella parte che fornisce il colore al corallo che può andare dal bianco al rosso intenso con tutte le tonalità intermedie.
Il CENOSARCO è una morbida , sottile membrana vivente dall'aspetto carnoso che ricopre completamente lo SCLERASSE, il suo spessore è circa 0,2 - 0,3 mm e da qui fuoriescono OTTO TENTACOLI dei polipini.
Il CENOSARCO è attraversato da una fitta rete di canaletti che mettono in comunicazione tra loro i polipini, trasportando il materiale di accrescimento dello SCLERASSE.
Lo SCLERASSE è dato dalla fusione delle SPICOLE cementate tra loro dal CARBONATO DI CALCIO, le SPICOLE dette anche SCLERITI, sono corpuscoli calcarei di colore rosso o rosa di dimensioni massime di 0,09 - 1 mm che cementandosi tra loro danno sostegno alla colonia, oltre che contribuire al colore dello SCLERASSE. La crescita, trattandosi di un GORGONACEO è molto lenta, dipende soprattutto dalle condizioni ambientali, da studi e prove fatte, in condizioni normali la crescita annua è stata di 2 mm di altezza per 1 - 1,5 mm di diametro.
Rami eccezionali di corallo rosso sono stati pescati nell'Oceano Pacifico e vanno da 10 Kg fino a 50 Kg ciascuno, il più grosso in assoluto pescato nelle acque di Formosa aveva un altezza di 110 cm per 107 Kg di peso con la base dei rami di 22 cm di diametro , tale ramo fù valutato 400 milioni di lire. Nel Mediterraneo i rami più belli ma rarissimi sono stati pescati in Sardegna nelle acque di Bosa di 2,7 Kg e ad Oristano di 4 Kg.

La pesca del CoralloRosso nell'Arcipelago Toscano
Isola d'Elba - Marciana Marina
Negli anni 1977-78 due Sub, Paolo Bencini e Giovanni Maianti alla secca Lisboa e alla Secchitella, fecero un'ottima raccolta di corallo rosso, cespi di media grandezza, ben nutrito e di colore rosso intenso.Isola d'Elba - Punta Fetovaia
Nell'anno 1969, i Sub ,Sante Donadio torinese ma elbano di adozione, Paolo Bencini, Giovanni Maianti, Bruno Grandi, Alberto Novelli e Giovanni Chimenti fecero, ad una profondità tra 70 e 100 metri un'ottima raccolta di corallo, cespi di media grandezza, ben nutrito e di colore rosso intenso.
Isola d'Elba - Marina di Campo
Dal 1969 al 1978, un gruppo di sub livornesi raccolsero una buona quantità di corallo, ricordiamo i nomi di: Giovanni Maianti, Paolo Bencini, Bruno Bartoli, Mauro Bartoli,Sante Donadio, corallo molto bello ben formato e di un bel colore rosso scuro.
Gorgona - fuori Cala Maestra
Ad una profondità compresa tra 70 e 90 metri, due sub professionisti, Paolo Bencini e Giovanni Maianti, raccolsero del buon corallo, cespi di media grandezza, ben nutriti di colore rosso intenso.
Capraia Numerosi sub professionisti effettuarono numerose immersioni e ricerche, ma non è stata trovata nessuna presenza di corallo.
Giglio - Punta Capel Rosso
A profondità 70-90 metri pochissimo corallo e di scarsa qualità, la maggior parte "vaccone" (rami vuoti). Tre sub professionisti, Paolo Bencini, Giovanni Maianti e Adolfo Bucci, cessarono le ricerche considerato lo scarso valore commerciale del corallo raccolto.
Giannutri - fuori i Grottoni
I sub, Paolo Pane e Maurizio Mentil ad una profondità tra i 65 e gli 80 metri raccolsero dell'ottimo corallo.
Isola di Monte Cristo
Parco naturale, sono vietate le immersioni e l'ancoraggio
Il CoralloRosso delle Secche di Vada
La Puntaccia
Nel 1972 due sub, Francesco Miglioranza e Mario Strambi scoprirono il banco di corallo della Puntaccia, banco latino a tre miglia e mezzo a S.W. dal faro di Vada, esteso per circa due miglia ad una profondità tra i 50-54 metri, cespi di media grandezza, ben nutrito di colore rosso vivo. Dopo, altri due sub professionisti livornesi, Paolo Bencini e Giovanni Maianti, fecero una buona raccolta di corallo in quel banco.La Piana di Terra
A circa due miglia e mezzo da Vada ad una profondità di 35-40 metri nel 1962, un sub livornese, Giovanni Maianti, scoprì un banco di corallo non latino (esteso banco corallifero che presenta insediamenti distanziati tra di loro, anche di qualche miglio) e vi raccolse una buona quantità di corallo, ma piccolo e di scarso valore commerciale.
Lo Sperone
A circa due miglia a N.W. dal faro di Vada ad una profondità 50-52metri, banco non latino, corallo piccolo e di buon colore rosso intenso.
Marmi di Fuori
A 5 miglia a N.W. dal faro di Vada, profondità 75-80 metri, banco non latino, corallo piccolo e di scarso valore commerciale.
Ciglio dei Ponzesi
Tre miglia a W.S.W. da Punta Sperone, profondità 80-86 metri, dopo alcune immersioni effettuete da due sub , non fù riscontrata la presenza di corallo rosso, ma soltanto molte Paramuricee e molta Geraldia Savaglia ( comunemente chiamato corallo nero del Mediterraneo).
Marmetti
Alcuni scogli sparsi con piccoli scalini a circa tre miglia e mezzo da Castiglioncello, profondità 60 metri, non è stata riscontrata presenza di corallo rosso.
Livorno
Subito dopo la seconda guerra mondiale, alcune coralline ponzesi ( imbarcazioni costruite ed attrezzate per la sola pesca del corallo) pescavano corallo con l'ingegno a circa 8-9 miglia a ponente della Meloria ad una profondità di 80-90 metri nella zona dei Candelabri, del Grano, Capo Corso, Ciglio dello Scandaglio, Scoglio della Madonna. Dal 1961 al 1964 tre sub professionisti, Paolo Bencini, Giovanni Maianti e Severino, pescarono corallo rosso nelle solite zone con ottimi risultati.
Livorno - Ciglio dello Scandaglio
Fuori le secche della Meloria, profondità 50-55 metri, presenza di banchi non latini, il sub livornese Guido Garibaldi raccolse una buona quantità di corallo di media grandezza, ben nutrito, di un bel colore rosso.
Prima dell'ultima guerra, dei palombari greci avevano lavorato su questo banco con ottimi risultati.
Livorno - Romito
Dal castello del Boccale fino a Quercianella, lungo costa, banchi latini ( estesi banchi con fitta vegetazione corallifera) di corallo piccolo e di media grandezza e di un bel colore rosso. Una buona raccolta venne fatta negli anni dal 1959 al 1961 da sub professionisti, si ricordano Giovanni Maianti, Guido Garibaldi, Zoboli ed il salernitano Severino Costabile. Nel 1965 e 1966 un altro sub professionista, Paolo Bencini fece un'ottima raccolta di corallo nelle stesse zone. Ad oggi esiste sempre il banco latino ma con corallo di piccole dimensioni , di un bel colore rosso, ma non commercializzabile.
Livorno - Lo Scoglione
Ai sei-sette miglia ad Est della Meloria, nel 1964 ad una profondità da 70-98 metri, Paolo Bencini e Giovanni Maianti fecero un'ottima raccolta di buon corallo, ben formato e ben nutrito di colore rosso intenso.
Secche delle Vedove - Sommaglione
Profondità sul sommo 70 metri, è formato da tante guglie assomiglianti ad una cattedrale sommersa con profondità variabili che scendono fino a 200 mteri. Da immersioni effettuete dal sub professionista Paolo Bencini, la presenza di corallo è risultata scarsissima. Si dice che il nome " Secca delle Vedove" è derivato da un'ennesima tragedia del mare, durante una tempesta affondarono in quella zona 12 o 13 barche da pesca, nessuno degli equipaggi riuscì a salvarsi.
Dedico questo articolo a Dino Podestà, mio primo istruttore subacqueo nonché pioniere di quest’attività, tra i primi ad essersi immerso sulle Secche di Vada e lungo la costa Livornese, amico del corallaio profesionista Paolo Bencini più volte citato in questo articolo. Dino ci ha lasciati pochi anni fa, ho estratto il contenuto di questo articolo da una sua ricerca sul corallo rosso; una ricerca che è frutto della sua lunga esperienza di sub. Ho voluto scrivere questo articolo anche per ricordarlo con affetto.
Riccardo (bussola)
5 Comments:
per me è un bell'articolo come apertura della nuova rubrica!!
complimenti a Bussola e grazie del valido contributo!!
Molto interessante questo articolo, spero che sia l'inizio di un lavoro che conivonlgerà tutti i SUbnormali per fare conoscere le bellezze naturali dei nostri mari ai lettori del Blog
Mauro appena hai un pò di tempo, ricordati di fare il collegamento alla rubrica sull'icona dedicata!!
Ciao Riccardo,mi sono accorto del post un pò in ritardo.E' un bel lavoro,mi piace, tra l'altro la biologia è importantissima per noi,dunque buon lavoro e complimenti!
Se posso permettermi vi vorrei avvertire che c'è un errore nell'articolo. Il corallo rosso ha fecondazione interna e non esterna. Gli spermatozoi vengono emessi dai maschi e fecondano gli oociti che stanno all'interno del corpo delle femmine. La larva (planula) si sviluppa all'interno del corpo della colonia madre e viene emessa tra luglio e settembre.
Se vai su www.red-coral.eu nella sezione publication list trovi un po di articoli sul corallo rosso.
baci
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