domenica, dicembre 10, 2006

Astrospartus

Nome comune: Stella gorgone
Genere: Astrospartus
Specie: Astrospartus mediterraneus
Classe: Echinoderme
Categoria: Ofiure

Il gorgonocefalo Astrospartus mediterraneus è un echinoderma estremamente raro, il suo nome scientifico è dato dall’unione di questi termini: aster = stella e spartos = arbusto.


Tutto il corpo e' rivestito da minuscoli granuli, presenta cinque braccia che si ramificano alla base e le suddivisioni si ramificano ulteriormente in modo da produrre una gran massa di riccioli terminali, ha una colorazione grigiastra o beige.


Grande fino a 8 cm e con apertura massima fino a 40, vive su fondi duri
(rocciosi o detritici) aggrappata alle gorgonie e su fondi mobili (sabbio-melmosi) solitamente dai -30 fino ai -800 mt. (eccezionalmente fra i -10 -25 mt.) piuttosto rara in tutto il Mediterraneo, si rinviene comunemente solo in Algeria.
Ha abitudini notture e fotofoba, di giorno rimane con le braccia contratte verso il lato, infatti questi echinodermi sono molto sensibili alla luce del sole e non la amano partcolarmente, durante le ore diurne si attorciglia, spesso su rami di gorgonie, coprendosi il lato orale con le braccia ramificate per proteggersi il disco centrale dalla luce, mentre durante la notte, allunga le braccia ramificate in caccia di piccoli organismi planctonici di cui si nutre.

Questo animale fa parte degli Echinodermi che comprendono animali di diverso aspetto ma caratteristiche comuni: gigli di mare, stelle marine, ricci di mare, il cetriolo di mare, oloturie, ofiure.


Le ofiure sono comunemente considerate come stelle di mare un po' particolari, in quanto al pari delle stelle sono costituite da un corpo centrale sul quale si innestano alcune braccia: in realtà le differenze tra le due classi sono piuttosto nette, e alcune sono facilmente evidenziabili anche ad un esame esterno superficiale. Le braccia, ad esempio, sono sempre lunghissime rispetto al corpo, serpentiformi, appuntite, e soprattutto prive di solco ambulacrale: i pedicelli, quando presenti, non servono alla locomozione, quanto piuttosto a facilitare la percezione e la presa del cibo.
Le ofiure si spostano grazie ai tentacoli assai mobili e prensili, che sfruttano come appiglio ogni asperità e ogni tipo di oggetto sommerso: l'efficacia di un tale modello di locomozione è maggiore di quel che si pensi, visto che le ofiure possono essere considerate gli echinodermi più veloci.


Gli ofiuroidei sono organismi in maggioranza sciafili, di abitudini prettamente notturne o crepuscolari: di giorno si rifugiano in genere sotto i sassi e tra gli anfratti, lasciando spesso fuoriuscire le lunghe braccia sensibili. Per mezzo di tali braccia le ofiure si procurano il cibo (praticamente qualsiasi sostanza animale che entri nel loro stomaco), portandolo rapidamente alla bocca.


Tutte le ofiure mostrano capacità rigenerative sorprendenti, specie per la rapidità con cui avvengono: quasi tutte hanno la capacità di autotomizzarsi delle braccia, che restano facilmente tra i denti o tra le braccia dell'aggressore mentre l'ofiura si allontana rapidamente. Purtroppo, nonostante si tratti di organismi assai vitali e adattabili, le ofiure vengono raramente importate dai mari tropicali: spesso però è possibile entrare in possesso di piccoli esemplari nascosti all'interno di «rocce vive» o di scheletri di madreporari vivi, in questo caso le ofiure possono vivere a lungo rendendosi utili anche come «spazzini».

Gli Echinodermi rappresentano un gruppo di animali marini, che allo stadio adulto sono principalmente bentonici. Una delle loro caratteristiche principali è la simmetria pentaradiata, anche se quella bilaterale delle larve non si cancella mai completamente. Un'altra caratteristica è la presenza di uno scheletro sotto la pelle (dermascheletro), costituito da numerose piastre calcaree che possono essere grandi o piccole, contigue o no, spesso fornite di tubercoli o aculei. Questo scheletro, composto da carbonato di calcio e magnesio, permette la flessibilità del corpo quando i suoi pezzi sono piccoli e distanziati, come nelle oloturie, o non completamente saldati come nelle stelle; in caso contrario costituisce un rivestimento rigido, come nei ricci.


L'apparato digerente è costituito da una bocca, da un intestino più o meno lungo e ripiegato, e quasi sempre da un ano che, in molti casi, si apre in corrispondenza del polo aborale. I sistemi acquifero, lacunare, e nervoso presentano una disposizione raggiata, che origina da un anello periesofageo. Il sistema acquifero consta di un insieme di canali radiali, ripieni di un liquido acquoso e comunicanti con l'esterno. Dai canali partono dei diverticoli a fondo cieco, allineati in doppia serie, che sporgono all'esterno come piccoli tentacoli: sono i pedicelli ed esplicano funzione sensoriale, respiratoria, spesso locomotoria (pedicelli ambulacrali) e nutritiva.

Il sistema nervoso, costituito da un anello periorale e da cinque tronchi radiali, manca di gangli e ha caratteri di primitiva semplicità. Gli organi di senso sono poco sviluppati: si possono però osservare dei piccoli fotoricettori e, raramente, delle statocisti. I sessi generalmente sono separati; le gonadi possono essere una (oloturie) o cinque (stelle e ricci); non si nota dimorfismo sessuale.